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Tempra Edizioni, Editoria, Libri, Pubblicazione, Autori Emergenti, Poesia, Saggistica, Narrativa, Shop online, Interviste, Lettori, Catalogo
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Consulta l'archivio con tutte le interviste degli autori e autrici di Tempra Edizioni

INTERVISTA a Mariateresa Quercia

2020-01-27 13:15

TEMPRA EDIZIONI

News, diario, seconda guerra mondiale, memoria, bersaglieri, Giuseppe Di Bisceglie, Mariateresa Quercia, battaglia di Monte Lungo, storia,

INTERVISTA a Mariateresa Quercia

Mariateresa Quercia illustratrice pugliese ripropone alcuni accadimenti della Seconda Guerra Mondiale dando voce al bersagliere Giuseppe Di Bisceglie, suo nonno

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Mariateresa Quercia è nata nel 1990 a Trani e vive a Corato (BA). Ha conseguito la laurea e la specializzazione in Arti Visive all’Accademia di Belle Arti di Bari e si occupa d’illustrazione e d’impaginazione editoriale. "Appunti di trincea - diario di guerra di Giuseppe Di Bisceglie" è la sua prima pubblicazione di cui ha realizzato anche le illustrazioni mentre la prefazione è stata curata da Mariella Di Bisceglie.   


Benvenuta Mariateresa, Tempra Edizioni è lieta di poter presentare al pubblico in questa breve intervista la testimonianza degli accadimenti vissuti durante la Seconda Guerra Mondiale da tuo nonno Giuseppe Di Bisceglie che hai raccolto in  "Appunti di trincea".     


Mariateresa: Ciao Marianna, grazie per l’opportunità!     


1)      Artisticamente nasci come illustratrice, quando hai deciso di trasformare la tua passione per il disegno in lavoro? 

Nel momento in cui ho deciso di coltivare questa passione con lo studio, iscrivendomi prima all’Istituto d’Arte e poi all’Accademia di Belle Arti per affinare il talento ed acquisire competenze. Ma in realtà ho sempre desiderato essere un’illustratrice di libri, fin da piccola, perché è ciò che unisce le mie più grandi passioni: il disegno e la lettura.   


 2)      "Appunti di trincea" è un piccolo tesoro inestimabile che hai scoperto casualmente, ce ne vuoi parlare? 

Con piacere. "Appunti di trincea" è la testimonianza della guerra che mio nonno ha vissuto e voluto raccontare in un diario, inconsapevole del fatto che sarebbe rimasto chiuso in un cassetto per settant’anni. Certo, tutti in famiglia eravamo a conoscenza di questo taccuino, ma nessuno di noi ne aveva mai letto l’intero contenuto, bloccato forse dinanzi alle sue pagine illeggibili e ingiallite. Il caso ha voluto che, quasi contemporaneamente, sia venuta a conoscenza del suo contenuto e di un documentario storico nel quale si parlava proprio di queste vicende legate alla Seconda Guerra Mondiale descritte da mio nonno nel diario.   


3)      Giuseppe Di Bisceglie caporal maggiore del 51° Reggimento dei Bersaglieri fu artefice della Liberazione d’Italia a Montecassino con agli alleati contro i tedeschi, successivamente all’armistizio di Cassibile dell’8 settembre 1943, e per le sue gesta ricevette la croce di guerra al valor militare.  Sei orgogliosa di tuo nonno? 

Sono molto orgogliosa di mio nonno e sapere tutto ciò mi permette di conoscerlo un po’ di più, visto che, purtroppo, non ho mai potuto incontrarlo.


4)      Nel diario sono descritte le emozioni più intime e le paure più profonde provate dall’uomo durante il conflitto bellico anche attraverso commoventi componimenti in versi. C’è una poesia o un estratto che è rimasto impresso nella tua mente a causa della tenerezza, della durezza, della disperazione descritte in queste pagine? 

"Compagno, riposa in pace / la morte ha spezzato la tua giovinezza. / Ora tutto, anche il cannone tace / e l’anima tua ha trovato la bellezza." La morte di un compagno in quelle condizioni dev’essere qualcosa di molto forte da affrontare, specie se prima lo si è trasportato in spalla per chilometri pensando che fosse ancora vivo. Questo ha sempre suscitato in me tanta ammirazione e tenerezza al contempo, mi fa riflettere su quanto possa essere importante la speranza in simili circostanze, la speranza di farcela, di non morire a vent’anni. È l’attaccamento alla vita, nonostante la sua crudezza e la sua ingiustizia.   


5)      Numerosi accadimenti italiani che si sono susseguiti durante la Seconda Guerra Mondiale sono poco noti tra cui la battaglia di Monte Lungo. Questo libro può considerarsi un riflettore per approfondire - non soltanto storicamente - le vicende sul fronte? 

Me lo auguro. Siamo abituati fin da piccoli a studiare le guerre in maniera distaccata, forse perché combattute lontano da noi - in altre epoche, in altri luoghi - senza domandarci chi ci fosse in quelle trincee, quali paure si nascondessero sotto quelle divise, quali i sogni spezzati e gli affetti perduti. Mi auguro, quindi, che questo libro possa far pensare alla guerra in modo diverso, ai suoi aspetti umani, agli stati d’animo e alle emozioni di chi l’ha vissuta in prima persona, oltre naturalmente a far conoscere a tutti, dal punto di vista storico, la poco nota battaglia di Monte Lungo.   


6)      In questi tempi difficili dove l’odio, la cattiveria e la rivalsa dominano costantemente, quanto è importante ricordare di non commettere degli errori che in passato hanno portato a dei conflitti mondiali? 

Molto importante, fondamentale direi, ma purtroppo non è sufficiente affinché si evitino altre inutili tragedie.   


7)      Per quale motivo consiglieresti ad un lettore questo libro? 

Perché è vero, è la testimonianza autentica di un uomo, un ragazzo come tanti che si è trovato involontariamente a combattere contro tanti altri ragazzi come lui in nome di ideali spesso non condivisi quanto assurdi. Insomma, perché è la nostra Storia!   


8)      Quali sono i tuoi progetti futuri? 

Sto lavorando ad altri progetti, sperando che un giorno possano trasformarsi in interessanti pubblicazioni come questa.   


9)      Qualcosa da aggiungere? 

Sì, ringrazio ancora una volta tutti voi di Tempra Edizioni per aver creduto fin da subito nel mio progetto e per avermi consultato sempre prima di prendere delle decisioni, non sempre è possibile avere un rapporto così diretto con le case editrici. Spero che siate soddisfatti e contenti di questa pubblicazione almeno quanto me.   


Ringrazio Mariateresa per l’intervista.   


                                                                                                                                Marianna Iannarone

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