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INTERVISTE AGLI AUTORI DI TEMPRA EDIZIONI 

10/06/2019, 12:43

Futuro Edificabile. Tempra Edizioni, Marianna Iannarone, Narrativa, Romanzo, Verismo, Precariato, Giovani senza esperienza



INTERVISTA-a-Marianna-Iannarone-


 Marianna Iannarone affermata scrittrice irpina dalla penna forbita presenta il suo nuovo romanzo intitolato “Futuro Edificabile” e definisce in chiave romanzata la seconda adolescenza dei trentenni a causa della disoccupazione.



Marianna Iannarone dott.ssa in Editoria e Pubblicistica, esperta in giornalismoe comunicazione, scrittrice e poetessa nasce ad Ariano Irpino nel 1991. 
Il suo esordio letterario è avvenutocon la silloge poetica Viandante (Delta 3 Edizioni, 2016) econ il romanzo La voce che non conosci (Eretica Edizioni, 2016). 
Ha partecipato a numerosi concorsiletterari qualificandosi come finalista e ha contribuito alla realizzazione dialcune antologie.  

Futuro Edificabile è il suo secondo romanzo.  

Benvenuta Marianna,Tempra Edizioni è lieta di presentare al pubblico, nella breveintervista, la sua direttrice editoriale nella veste di scrittrice. 

Marianna: "Grazie perl’opportunità".

 1)    Marianna, viviamo nell’epoca in cuiil profitto economico sembra essere l’unica spinta alla produzione, funzionacosì anche per i prodotti creativi? 
L’arte è espressione estetica dell’interiorità e dell’animoumano, pertanto un prodotto creativo nasce dall’esigenza di dover comunicare,condividere e trasmettere emozioni, più che di generare un beneficio economico.La scrittura è arte e scrivere un mestiere, non riconosciuto,ma ahimè, se volessi guardare al profitto non sarei motivata a scrivere.  

 2)    Scrivere presuppone o crea empatia? 
Scrivere presuppone empatia e ambisce a crearla. Essendo unapersona sensibile risento maggiormente delle situazioni, anche di quelle in cuipotrei evitare un coinvolgimento emotivo, perciò m’immedesimo subito nellestorie altrui, le assorbo e le impersono narrandole.  È anche vero che quando scrivo, aspiroa creare empatia con il lettore, sperando di proiettarlo nella vicenda e di farloaffezionare ai personaggi, ma potrei non riuscire nell’intento.   

3)    La tua opera è stata pubblicata da "TempraEdizioni" di cui sei direttrice editoriale, parlaci di questa opportunità. 
Rivestire un ruolo di granderesponsabilità per Tempra Edizioni è già una sfida personale, ma pubblicare unamia opera con lo stesso marchio implica un rischio più alto, potrei risultareautoreferenziale. Avendo avuto altre esperienze di pubblicazione e conoscendoil mio gruppo di lavoro, ho preferito proporre la mia opera - ritenuta valida -alle persone con le quali condivido un progetto importante.  

4)    Il romanzo s’intitola "Futuro Edificabile"e vuole fare riferimento alla possibilità di costruire un futuro o con sarcasmoal miraggio di realizzare i propri desideri? 
"Futuro Edificabile" rappresenta la metafora del nostrotempo, i personaggi perlopiù trentenni si pongono delle domande sul propriofuturo. Gaia, la protagonista, ha molto in comune con me o io con lei perché ècostretta a reinventarsi ogni qualvolta in cui le scade un contratto di lavoro,e da ciò deriva il senso di smarrimento che rende il presente inospitale; manonostante tutto spera nella possibilità di un riscatto sociale, in un futuroprossimo, tanto da poter realizzare i propri sogni con l’uomo che ama. Quindisì, Futuro Edificabile, pesa la possibilità e l’impossibilità di ciò che puòessere costruito e ciò che deve essere demolito.  

5)    Nel libro parli del disagio giovanileproveniente dall’insoddisfazione di trovare occupazione e delle ripercussionisociali. Ciò dipende dal luogo in cui vivi? 
Ho cercatodi presentare le difficoltà dei giovani legate all’inserimento nel mondo dellavoro, in chiave pungente ed ironica, anche se la situazione reale è davverodrammatica. Il lavoro è un diritto non sempre garantito dalla Costituzionealtrimenti non ci sarebbe tanta disoccupazione; così ho definito le condizioniridicole che spesso si è costretti ad accettare pur di lavorare: dallaprepotenza dei colloqui davanti a domande (fuori luogo) sulla propria vitaprivata come "Vuole avere figli?" alle umiliazioni dai datori di lavoro conretribuzione bassa e a nero. Questo è il disagio, sentirsi giovani senzaesperienza ma già adulti, incapaci di poter creare la propria famiglia, e quisi lega anche il concetto del calo demografico. Ovviamente questo malessere siripercuote nei rapporti interpersonali, in un contesto precario dove lodiventano anche le emozioni, in un clima d’incertezze. Il luogo incui vivo, parliamo del meridione, rende le cose ancora più difficili dato chele risorse ci sono ma non vengono sfruttate adeguatamente. Allo stesso temposono contro lo spopolamento delle aree interne, e ciò mi fa ostinare a rimanerenel mio paese natio.   

6)    In "Futuro Edificabile" quali altri temiaffronti? 
Principalmente"la seconda adolescenza dei trentenni" e ciò che ne consegue: crisi interiore,destabilizzazione, inconsistenza dei rapporti umani. Parlo d’amore, che riescea sollevare un po’ le sorti della storia, dell’amicizia vera ma anche di quellaa convenienza che sembra essere così ricercata per far funzionare i rapporti;delle rinunce ma anche dei sogni, delle conquiste per affermarsi e farsi largo aquesto mondo, della gioia che si cela dietro la sofferenza, della speranza.  

7)    La lettura è l’antidoto alla sindromedell’abbandono, nella società malsana, da parte delle istituzioni che sembranoignorare "deliberatamente" le nuove leve intellettuali? 
Il "libro"è un prodotto culturale che crea indipendenza e permette di vincere lasolitudine, quindi sì, la lettura è un antidoto capace di curare parzialmentela sofferenza personale o sociale perché induce a porsi domande più cherisposte, e abitua a pensare. Gli intellettuali hanno un ruolo importante,analizzano la realtà e seminano filosofia, spetta agli altri interpretare e/ofare proprio un pensiero. Le teste pensanti diventano spesso scomode, e si sa, vengonoprese tutte le precauzioni del caso per mettere a tacere voci fuori dal coro.  

8)    Fin dal tuo esordio con la sillogepoetica "Viandante" ci hai abituati a un tema ricorrente: l’amore che si provaverso gli altri o verso sé stessi. Credi che questo sentimento, sicuramenteessenziale per l’uomo, sia così potente da abbattere tutti i muri quotidiani euniversali che separano dalla felicità? 
Vedol’amore come un principio universale che permette di vivere con entusiasmo,nonostante le sventure della vita, e indubbiamente rende le persone migliori,le motiva, ma non le salva del tutto. I muri possono essere abbattutidall’intelligenza, alzarli è semplice, ma separarsi da un problema non significaaverlo risolto. La felicità è nella possibilità di scegliere, e i ponti a mioavviso collegano luoghi e persone, ma il fatto che esistano e non vadanonecessariamente percorsi, rende sereni.  

9)    Perché un lettore dovrebbe acquistare"Futuro Edificabile"? 
Per lasemplice curiosità di avventurarsi in una nuova lettura, per incontrarmiindirettamente tra queste pagine.  

10)   Qualcosa da aggiungere?  
Sì, mipiacerebbe definirei questo romanzo "verista", nella visione contemporanea deltermine, dato che narra la quotidianità di una generazione trascinata eabbandonata a sé stessa, la mia generazione.In ultimo citengo a ringraziare l’altra parte di Tempra, quella riservata che non amametterci la faccia, che mi ha concesso di pubblicare l’opera e l’intervista; maanche i lettori che sceglieranno questo titolo.  

Ringrazio Marianna per l’intervista.

                                                                                                         AntonioCipriano
Redazione Tempra Edizioni


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